il Sonno .org

  • Clicca qui per saperne di più
  • Facebook: psichepedia
  • Linked In: pub/international-soc-of-psychology-isp/39/74/169
  • Twitter: Psichepedia
Messaggio
  • "Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti per inviare informazioni in linea con le tue preferenze. Se continui nella navigazione o clicchi su un elemento della pagina accetti il loro utilizzo. Per maggiori informazioni clicca sui link sottostanti.

    Leggi l'informativa completa

    Leggi la Direttiva Europea

ilSonno.org


IL SONNO

 

 

Benvenuti su il Sonno .org, sito appartenente alla Rete Psichepedia e specializzato sul Sonno e i suoi meccanismi, sui Sogni e sui Disturbi del Sonno.

 

 

Il Sonno

Sonno

 

Dio benedica chi ha inventato il sonno, mantello che avvolge

i pensieri di tutti gli uomini, cibo che soddisfa ogni fame, peso che

equilibra le bilance e accomuna il mandriano al re, lo stolto al saggio... (Miguel de Cervantes)

il Sonno .org

 

IL SONNO E IL CICLO "LUCE-BUIO"

 

 

Da centinaia di milioni di anni le specie che si sono evolute sul nostro pianeta si sono trovate immerse un ambiente caratterizzato da una "costante", presente in tutto il globo terrestre (anche se con differenze talvolta molto grandi a seconda della latitudine): stiamo parlando del ciclo luce-buio determinato dalla rotazione della Terra attorno al suo asse, a cui è strettamente legato il ciclo attività-riposo rintracciabile in tutte le specie animali sino ad ore studiate.

Tale ciclo attività-riposo è anche definito ciclo sonno-veglia (per l'alternanza tra il sonno e la veglia), specie nelle ricerche condotte sugli esseri umani.

In questi ultimi il periodo a cui è dedicato il sonno corrisponde alla notte: per altre specie definite "notturne" il periodo di riposo corrisponde al giorno (ad es. gran parte dei roditori, diverse specie di uccelli e pesci, ecc.).

 

Dal punto di vista evolutivo le differenze riguardanti il sonno tra specie (o anche tra ceppi all'interno di una stessa specie) notturne e diurne sono legate alle loro caratteristiche peculiari e alle caratteristiche dell'ambiente in cui vivono: alcune specie o ceppi hanno trovato più vantaggioso svolgere le attività finalizzate alla sopravvivenza (ricerca del cibo, comportamenti sessuali) durante il giorno, altre durante la notte.

 

In tutte le specie sino ad ora studiate queste due fasi (attività e riposo, oppure il sonno e la veglia), definite rispettivamente "Periodo di attività" e "Periodo di riposo", si alternano ciclicamente con un ritmo regolare strettamente ancorato al ciclo luce-buio imposto dalla rotazione della Terra attorno al suo asse. Il sonno dunque cade principalmente nel periodo di riposo che può a sua volta verificarsi di giorno o di notte a seconda della specie.

 

Da un gran numero di studi condotti su moltissime specie animali (compresi i batteri) risulta che tale ritmo attività-riposo è presente in tutto il regno animale ed anche in quello vegetale; esso inoltre permane anche in assenza dell'alternanza luce-buio, e cioè in quelle condizioni sperimentali in cui gli organismi studiati (umani compresi) sono rinchiusi per periodi di tempo anche molto lunghi (molti mesi) in ambienti cartterizzati da buio costante o da luce costante.

In questi casi il ritmo attività-riposo mostra una durata di circa 24 ore (a volte di più a volte di meno), motivo per il quale questi ritmi vengono definiti "circadiani" (da circa-die = circa un giorno).

 

Queste scoperte hanno suggerito l'esistenza di un orologio biologico endogeno che, in condizion i normali, è ancorato al ritmo luce-buio (attraverso meccanismi ben individuati in molte specie animali) del nostro pianeta e che in condizioni sperimentali di buio continuo o di luce continua mantiene la sua ritmicità con un periodo di circa 24 ore. L'alternanza tra il sonno e la veglia dunque è mediata da meccanismi neurofisiologici i cui livelli di attivazione sono controllati da un orologio biologico endogeno che è stato ben individuato nei mammiferi e che corrisponde ad una struttura nervoa nota come "Nuclei Soprachiasmatici". Per ulteriori approfondimenti rimandiamo alla pagina su Il Sonno e i Ritmi Biologici.

 

il Sonno .org

IL SONNO E LA VEGLIA: I RITMI BIOLOGICI

 

In virtù delle sue caratteristiche specifiche e in stretta relazione con le caratteristiche della propria nicchia ecologica (il proprio ambiente naturale e sociale) la specie umana (come molte altre specie animali) ha "trovato" più vantaggioso svolgere la maggior parte delle attività durante le ore di luce e concentrare il riposo, il sonno, durante le ore di buio.

 

Ciò si è rivelato vantaggioso sul piano adattivo in quanto la notte, per la nostra specie, a causa della mancanza di luce e di calore generati dal sole, è il periodo meno adatto per le attività finalizzate alla ricerca di cibo e del partner o alla difesa dai predatori. Altre specie animali invece, dotate di altre capacità percettive e fisiche, hanno trovato più vantaggioso muoversi di notte e riposarsi di giorno (ad esempio perchè di giorno divengono facili prede per le specie diurne).

 

 

Durante il sonno tutti noi subiamo una strana metamorfosi: il passaggio dalla veglia al sonno è graduale e passa attraverso diverse fasi descritte nella pagina dedicata a Il Sonno e i suoi Meccanismi.

L’oscurità consente l’attivazione di un meccanismo neurofisiologico complesso che invia segnali chimici all’organismo, che si abbandona al sonno. Il corpo cade in uno stato di rilassamento muscolare e gli occhi cominciano a oscillare lentamente, fino a effettuare quei movimenti rapidi che caratterizzano la fase di sonno rem, la fase in cui facciamo la maggior parte dei sogni.

 

 

IL SONNO E I SOGNI TRA SCIENZA E TRADIZIONE

 

 

La mancanza di percezioni (o meglio l’abbassamento della soglia percettiva) durante il sonno dà l’impressione di una sorta di isolamento rispetto al mondo esterno, a favore di una totale immersione in un mondo psichico interiore a volte caratterizzato da un flusso di pensieri, immagini mentali, eventi mentali, azioni mentali, suoni, voci ed emozioni che il più delle volte sono totalmente (o in parte) fuori dal nostro controllo volontario e che noi chiamiamo "sogni".

 

Per millenni la presenza dei sogni durante il sonno e la mancanza della consapevolezza di stare sognando mentre si sogna (ad eccezione dei "sogni lucidi"), ha spinto pensatori, filosofi e scienziati a cercare di comprenderne i motivi, i meccanismi e, soprattutto, i significati dei sogni.

 

La tradizione popolare è ricca di colorite "ricette" finalizzate a intepretare i sogni. In psicologia invece sono stati fatti alcuni tentativi, soprattutto nell'area psicoanalitica. Questi tentativi certamente non sono da considerare, sul piano scientifico, come validi: essi tuttavia hanno il grande merito di aver avvicinato o sottoposto questo fenomeno in modo più serio e rigoroso alla scienza (quella basata sul metodo sperimentale). I Sogni sono trattati nella sezione sui Sogni.

 

La mancanza di percezioni (o meglio l’abbassamento della soglia percettiva) durante il sonno dà l’impressione di una sorta di isolamento rispetto al mondo esterno, a favore di una totale immersione in un mondo psichico interiore a volte caratterizzato da un flusso di pensieri, immagini mentali, eventi mentali, azioni mentali, suoni, voci ed emozioni che il più delle volte sono totalmente (o in parte) fuori dal nostro controllo volontario e che noi chiamiamo "sogni".

 

 

IL SONNO E I SUOI DISTURBI

 

 

Non possiamo sapere quando stiamo dormendo, né quando ci stiamo addormentando: oltre all'eventuale ricordo dei sogni, dopo il sonno tutto ciò che rimane al risveglio è la sensazione di aver dormito e, se si è dormito bene (ad esempio senza risvegli abbastanza prolungati o intensi da essere memorizzati), la sensazione di essere riposati.

 

Proprio quando abbiamo dei disturbi del sonno infatti ci rendiamo conto di quale importanza abbia il sonno nella nostra vita e di quanto sia insopportabile, debilitante e dannosa la mancanza di sonno.

 

Il disturbo del sonno più diffuso è l’insonnia che non sempre è un disturbo primario, ma è spesso legato ad altri fattori come l'ansia, lo stress, la depressione e, assolutamente da non sottovalutare, da fattori ambientali come rumori, temperatura e luce e, ancora, da fattori comportamentali, come l'assunzione di sostanze stimolanti prima di andare a dormire (caffè e nicotina ad esempio) o di dosi eccessive di alcool.

 

 

IL SONNO E L'INSONNIA

 

 

Il termine "insonnia" deriva dal latino insomnia che significa letteralmente "mancanza di sogni". Nel linguaggio comune essa indica una durata del sonno insufficiente e/o una continuità del sonno alterata da risvegli.

Le registrazioni condotte nei laboratori del sonno hanno evidenziato come non sempre ad un disturbo percepito soggettivamente, riguardo la durata e la continuità del sonno, corrispondano effettive differenze rispetto alle stesse caratteristiche in soggetti che non lamentano alcun disturbo.

Per questo nella definizione di insonnia va tenuto conto di un livello obiettivabile, che fa riferimento alle difficoltà ad addormentarsi e a mantenere una continuità del sonno, e di un livello soggettivo, che si riferisce ad una insoddisfacente qualità del sonno. Quest'ultimo aspetto infatti non trova necessariamente conferma nelle valutazioni oggettive, dipendendo spesso semplicemente da uno scarto tra quanto rilassante, riposante e ristorativo ci si aspetta possa essere il sonno e quanto effettivamente esso lo è.

 

Epidemiologia

L'insonnia è un disturbo molto frequente: ricerche epidemiologiche hanno evidenziato come circa un terzo della popolazione adulta del mondo occidentale ne soffre. L'insonnia presenta una correlazione con l'età, il sesso, il livello culturale e socio-economico.

Inoltre è stata trovata una relazione di tipo causale tra insonnia e la presenza di disturbi psicologici come ansia e depressione.

 

In quasi tutti i libri che trattano i disturbi del sonno viene fatta una distinzione tra insonnia transitoria, che dura massimo qualche notte, e insonnia cronica, che si prolunga per settimane, mesi o anni.

Tuttavia dopo un grandissimo numero di osservazioni si è giunti alla conclusione che l'insonnia cronica sia una condizione estremamente rara. Nella maggioranza dei casi infatti si rileva la cosiddetta insonnia “cronico-intermittente” in cui il disturbo di sonno si presenta per qualche notte per poi essere seguito da notti di sonno normale e così via.

 

La cronicizzazione di un'insonnia inizialmente transitoria può essere dovuta all'innesco di una preoccupazione circa la propria capacità di dormire e quindi a instaurarsi di un circolo vizioso. L’insonnia si manifesta spesso associata a diversi disturbi psichici, come l’ansia e gli attacchi di panico.

E’ dunque opportuno intervenire quanto prima anche nelle insonnie transitorie.

 

L'insonnia non è un disturbo del sonno, non è una malattia, ma un sintomo. Lo scopo di ogni specialista del sonno è la diagnosi della causa dell’insonnia e quindi il suo adeguato trattamento.

L'insonnia si differenzia dagli altri disturbi del sonno anche per il fatto che le sue vittime sono sempre consapevoli delle difficoltà che incontrano.

 

Su “ilSonno.org” troverete un approfondimento dei meccanismi del sonno, dello studio dei sogni e infine dei disturbi del sonno:

 

 

 

IL SONNO: PROCESSO PASSIVO O ATTIVO?

 

TEORIA PASSIVA DEL SONNO

Sinteticamente secondo questa teoria il sonno èuna conseguenza passiva della mancanza di input sensoriali.

 

TEORIA ATTIVA DEL SONNO

Secondo questa teoria invece il sonno è indotto attivamente dall'attività di specifiche strutture cerebrali.

La prima teoria passiva del sonno articolata e supportata da riscontri sperimentali sui meccanismi e le basi neurofisiologiche implicati è quella di Bremer (1937), il quale sostenne che il sonno non è un fenomeno attivo ma passivo, per cui esso è determinato dall'assenza di stimolazioni sensoriali. Egli trovò un apparente riscontro sperimentale operando, nel gatto, una resezione completa del mesencefalo tra i collicoli superiori e i collicoli inferiori (preparato cervau isolé), allo scopo di separare il proencefalo dagli input sensoriali ascendenti: il gatto presentava un'attività EEG continua di SWS (sonno a onde lente). In realtà il preparato cervau isolé non era totalmente isolato dagli input sensoriali visto che le vie sensoriali visive, uditive e olfattive rimanevano intatte.

Tuttavia se la resezione veniva eseguita più caudalmente, tra la parte caudale del bulbo e il midollo spinale (preparato encephale isolé), il normale ciclo EEG di sonno/veglia rimaneva inalterato. Bremer giustificò questo fenomeno sostenendo che tale resezione lasciava intatte le afferenze sensoriali dei nervi cranici V (trigemino) e VII (vestibolococleare).

 

Nel 1949 Moruzzi e Magoun eseguirono nel gatto lesioni parziali del tronco encefalico individuando un complesso sistema di cellule e fibre, la formazione reticolare attivante, la cui stimolazione determinava desincronizzazione EEG e quindi uno stato di veglia elettrofisiologica e comportamentale. Tale scoperta lasciò inalterata la concezione del sonno come fenomeno passivo e cioè come l'esito di un'assenza di veglia; infatti il sonno delta è attribuito all'interruzione dell'attività di neuroni della sostanza reticolare.

 

È alle prime ricerche di Hess che si deve ricondurre il superamento della concezione passiva del sonno a favore della teoria del sonno come fenomeno attivo. Hess infatti nel 1954 dimostrò che  stimolazioni a bassa frequenza (3-7 Hz) del talamo mediale provocavano nel gatto uno stato comportamentale di sonnolenza seguito da uno stato di sonno uguale al sonno spontaneo.

 

Successive ricerche hanno dimostrato che numerose altre strutture sono implicate nell'induzione e nel mantenimento del sonno, nonché nell'alternanza durante il sonno di farsi di desincronizzazione e sincronizzazione.

 

 

Buona navigazione su il Sonno.org

 

A cura di: Dott. Alessio Penzo

 
unregistered template Template by Ahadesign Visit the Ahadesign-Forum